MODEL Francesca Boni

PHOTO Edoardo Anastasio

STYLIST Cecilia Cottafavi

TEXT Cecilia Cottafavi

NEL NOME DEL VINTAGE

“Edo il 26 parto per Roma, dobbiamo fare l’editoriale prima”

“E se venissi anche io e lo scattassimo lì?”

 

E così, d’un tratto, in un sabato sera qualsiasi è iniziato il progetto di Maertens su Roma. Avevo deciso di partire per due motivi: andare a trovare una mia amica e fare una piccola ricerca sul vintage a Roma. Edo, che come sempre ci vede più lungo di me, ha con una frase cambiato tutti i piani, che sono stati poi a loro volta stravolti dalle ciao care, di cui ora ho modo di raccontarvi. 

 

Le ciao care, sono Martina e Matilde, due ragazze con la passione per la recitazione che attualmente frequentano il laboratorio di arti sceniche di Massimiliano Bruno, un’accademia di recitazione a Roma. Il nome ciao care deriva dal modo in cui, dal primo giorno di frequentazione dell’accademia sono state ripetutamente salutate sia dalla segretaria del laboratorio sia dai proprietari di Little Italy, un bar nelle prossimità del Laboratorio. Questa espressione è diventata prima un modo scherzoso con cui chiamarsi e poi il nome del duo. Inizialmente l’editoriale si doveva focalizzare su Martina, amica di Edo, che dopo una laurea in psicologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano ha deciso partire e ___. 

 

Facciamo un passo indietro, come vi ho detto, inizialmente dovevamo scattare solo con Martina finché proprio a lei viene in mente di coinvolgere anche Matilde,  con cui da qualche mese a questa parte lavora a piccoli sketch che, con l’affievolirsi della pandemia, sperano di portare in scena.  Da questo momento in poi si è complicato tutto. Ma questo complicarsi, che a portato al ritardo dell’uscita dell’editoriale, è stato ciò che di più bello potesse succedere. Martina e Matilde hanno preso l’impegno molto seriamente, hanno pensato e scritto un cortometraggio che in chiave comica tratta i pregiudizi che ancora ci sono attorno al Vintage. Da qui sono stati poi coinvolti altri studenti del Laboratorio di arti sceniche e successivamente, per puro caso ma con grande entusiasmo Chiara, proprietaria di Mademoiselle Vintage, uno splendido negozio a Roma. 

 

La prima volta che ho incontrato le ciao care, ero in una situazione di “sbatti” come diciamo noi zillenial a Milano, ero a Roma da poche ore e mi ero già  persa 4 volte, faceva caldo, dovevo vedere dei negozi e poi tornare di corsa a casa della mia amica per prepararmi e uscire per la cena. E Roma non è Milano, è mostruosamente grande, non avevo la bici e i mezzi…vabbè lo sapete anche voi dei mezzi pubblici a Roma. Fatto sta che il loro incontro è stato così interessante da non farmi rientrare per cambiarmi, e vi dirò che questa è per me cosa rara, non amo parlare e mi annoio molto facilmente, dovevano avere per forza qualcosa di speciale. Difatti poi sabato, quando avrei dovuto prendere un treno per tornare a casa, non l’ho preso e anche se c’era già in me una voglia di non tornare, vederle recitare e lavorare assieme mi ha dato la conferma: non potevo perdermi le riprese. I giorni seguenti sono stati intensi, ho conosciuto gli altri studenti coinvolti Giulia, Alberto, Carolina, Alessio e Beatrice anche loro tutte persone molto interessanti e propense al coinvolgimento. Tant’è che il giorno del rientro a Milano io e Edo ci siamo guardati e detti che per entrambi non c’era mai stato un momento di noia con loro, una sensazione bellissima. (Discorso teatro) 

 

Questo editoriale, che non posso definire mensile e che con non calanche , chiudendo un occhio sui tempi, lo definirò “l’editoriale dell’estate” è suddiviso in ? Episodi che caricherò ogni ? Su YouTube, potete seguire le puntate sul canale di Maertens a questo link. Qua di seguito trovate però le foto delle ciao care e dei ragazzi che hanno reso possibile tutto questo. Un grande grazie a loro e a Roma.

 

Non ho finito il giro di negozi ma come dovreste sapere sono di rientro a Roma proprio per chiudere la guida sulla capitale e spero, aprire nuovi orizzonti.  

Visto il periodo di chiusure e la già gran notorietà del sito, abbiamo deciso di chiedere a Francesca di consigliarci qualche lettura e visione sull’argomento sostenibilità e di lasciare che siamo le immagini a parlare di lei.

Letture

 

  • Fashion industry 2030, Francesca Romana Rinaldi. Francesca indica questo libro come la propria “Bibbia” in materia di moda sostenibile. É un manuale tecnico in inglese adatto specialmente a persone curiose che hanno già un’idea sulla moda sostenibile.

  • Let my people go surfing. La filosofia di un imprenditore ribelle, Yvon Chouinard. Storia della nascita di Patagonia, primo brand sostenibile al mondo. É una lettura non tecnica adatta a chi ama le belle storie ma allo stesso tempo vuole conoscere un modo per fare impresa che tenga in equilibrio lavoro e vita.  

 

Visioni

 

  • The true cost. Documentario sul fast fashion di grande impatto emotivo. Francesca lo ha visto la prima volta nel 2017 ed è dopo questa visione che decide di aprire un gruppo facebook per dare voce agli interessati di moda sostenibile in Italia, creando così una community di scambio di informazioni a riguardo.    Nel 2019, grazie ad una campagna di crowdfunding, Francesca riesce ad evolvere il gruppo facebook nel sito de Il vestito verde. Fun fact: tra i commentatori della community di facebook c’era anche Silvia Stella Osella.

  • Before the flood. Punto di non ritorno. Documentario sul cambiamento climatico prodotto da Leonardo di Caprio in collaborazione con National Geographic

QUESTO SERVIZIO é STATO INTERAMENTE REALIZZATO CON ABITI E ACCESSORI VINTAGE E DI SECONDA MANO.

 

In apertura. Giacca scamosciata rossa e vestito fantasia di Archetipo Milano.

A seguire. Camicia e pantalone sartoriali blu e porta documenti Armani di Archetipo MIlano. Scarpe kitten arlecchino dall'archivio della stylist.

TUTTI I CAPI UTILIZZATI PROVENIENTI DA UN NEGOZIO SONO DISPONIBILI ALLA VENDITA PRESSO IL NEGOZIO IN QUESTIONE,