Le Pulci di Saint-Ouen

La prima volta che sono stata a Saint-Ouen sono rimasta impressionata dalla quantità di gallerie, negozi e banchi interamente dedicati al vintage e all’antiquariato, si può tranquillamente dire che Saint-Ouen-sur-Seine é un paese dedicato al passato.

L'AREA E LA SUA STORIA

Le Pulci di Saint-Ouen sono diventate nel tempo una tappa imperdibile per i miei weekend parigini fuori dal comune ma é importante arrivarci preparati e per questo motivo vi anticipo che a fine articolo troverete una mappa dell’area e delle avvertenze che mi sento di darvi.

Il mercato e la zona antiquaria sono davvero immensi -non sono mai riuscita a vedere tutto- sicuramente é il più grande di Parigi e qualcuno dice addirittura il più grande del mondo, essendo che copre ben 7 ettari con 14 gallerie-mercato e ospitando più di 1700 seller.  Qui si trova la qualsiasi: antiquariato, capi d’epoca, vintage, second hand, arte, oggettistica, riviste, vinili (…). Tuttavia, nonostante i francesi siano solitamente molto bravi a non creare confusione con i nomi dei mercatini, queste Pulci di Saint-Ouen non sono tutte vere pulci. Non fraintendetemi, ci sono delle realtà in cui si trovano pezzi eccezionali a prezzi imbattibili ma ci sono anche tanti negozi all’interno delle gallerie che hanno prezzi assolutamente spropositati e senza senso. Il nome però ha radici antiche, pensate le Pulci di Saint-Ouen nascono intorno al 1870 e trovano ulteriore convalida ad inizio ‘900 con l’arrivo della metropolitana, la zona é infatti facilmente raggiungibile da Parigi e ha i seguenti giorni d’apertura: sabato dalle 9 alle 18, domenica dalle 10 alle 18 e lunedì dalle 11 alle 17. 

Curiosità: si dice che Saint-Ouen-sur-Sein sia la patria del jazz manouche, non di rado infatti potrete trovare locali che invitano jazzisti a suonare durante il giorno creando un atmosfera unica.

MAPPA, CONSIGLI E AVVERTENZE

Come vi ho anticipato l’area é molto grande e comprende sia gallerie interne sia strade esterne, per questo motivo vi lascio la mappa presente sui deplian di promozione della città di Parigi (purtroppo io mai trovata ma un’amica mi ha mandato la foto) e subito sotto i miei indirizzi preferiti.

  • Galerie Dauphine
  • Rue Paul Bert
  • Rue Jules Valles

La prima volta che mi hanno parlato di Saint-Ouen mi hanno consigliato di rimuovere anelli, orologio e gioielli a vista e soprattutto di non andarci da sola. Ho inizialmente pensato ad un’esagerazione ma dopo aver esplorato la zona mi sento di darvi gli stessi consigli. La polizia é costantemente presente ma accanto alla parte vintage e antiquaria c’é anche un mercato del falso -come possa coesistere con la polizia ancora non mi é chiaro- e vi potrà capitare più volte di essere fermati da persone che vi fanno domande o cercano di vendervi prodotti elettronici falsi (questo in particolare nel tratto che va dalla metro fino alle prime gallerie).  Non voglio spaventarvi ma solo essere sincera, rinnovando comunque ciò che ho detto su instagram: per me é una delle realtà vintage più interessanti che abbia visto.

Parlare francese non é obbligatorio ma se siete con qualcuno che parla la lingua sarà sicuramente un plus, in primis perché in molti non parlano proprio inglese e inoltre vi tratteranno meno da turisti. 

Infine attenti a fare foto e video, io mi sono presa alcuni insulti la prima volta, alcuni mettono i cartelli “no photo” altri si inca**ano e basta -e personalmente é una situazione bruttissima-. 

Concludo qui la mia guida su Saint-Ouen, se volete altri consigli su Parigi non perdetevi la guida dedicata (in fase di aggiornamento).